Apr
02

“Libertà e Passione Civile, una Nuova Cultura per l’Italia Unita”

(ASCA) – Roma, 1 apr – ”Non e’ vero che gli italiani sono ‘senza padri’. I fondamenti laici risorgimentali non sono un’istantanea datata 1861 ne’ un ricordo da seppellire in soffitta, ma un riferimento che scorre oggi in molti pensieri e prassi e si fa programma e azione. Non ci manca la gamba per cogliere le sfide di una storia aperta a nuovi vissuti da costruire: rilanciamo con forza il bisogno di una nuova cultura della dignita’ e della scuola, dell’educazione e del lavoro, della liberta‘ e della responsabilita’ sociale che in questo momento storico serve al Paese”.

Cosi’ Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, nell’allocuzione pubblica alla Gran Loggia del GOI, che si e’ aperta oggi a Rimini. ”Chiedersi come celebrare i 150 anni dell’Unita’ d’Italia – spiega Raffi – significa anzitutto cominciare a sentirci piu’ italiani e piu’ europei. Il nostro compito e’ quello di sempre: costruire sulle rovine e far luce ai crocicchi delle scelte. Svegliare i maestri, perche’ all’Italia servono esempi e testimoni di umanita’ concreta. I massoni sono ribelli di liberta‘: cercano risposte alle grandi questioni, anzitutto insegnando il metodo della tolleranza, della laicita’ positiva, della costruzione paziente e della decisione necessaria. Non siamo gli anarchi del nulla, ma gli operai della speranza”. Read the rest of this entry »

Mar
20

Illuminismo e Coscienza

Agisci in modo da considerare l’umanita’, sia nella tua persona, sia nella persona di ogni altro, sempre anche come scopo, e mai come semplice mezzo. (Critica della ragion pratica)

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente sup­porle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo, a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimi­tati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io invisi­bile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connes­sione non, come là, semplicemente accidentale, ma uni­versale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di natura animale che deve restituire nuovamente al pianeta (un semplice punto nell’universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può inferire dalla determinazione conforme a fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determina­zione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito. (Critica della ragion pratica)

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Oct
03

“Io Posso” ritorna e prende nuovo vigore

“Io Posso” nasce alla fine del 2009 come progetto per un nuovo riassetto federale italiano secondo il modello istituzionale anglosassone, sul tipo di quello degli Stati Uniti d’America.

Dopo un lungo letargo necessario per elaborare il manifesto e lo statuto il progetto riparte con vigore e slancio, soprattutto con una nuova piattaforma operativa, una nuova veste grafica e nuovi contenuti.

“Io Posso” riecheggia il famoso “Yes we can” di obamiana memoria, ma in Italia assume un nuovo significato: aiutare i cittadini a prendere consapevolezza di se stessi, del proprio valore e della propria importanza, per cessare di essere sudditi dei potenti di turno ed ritornare protagonisti del proprio destino.

Nell’Italia di oggi, in particolare, è tornato di drammatica attualità il forte appello di Abraham Lincoln:

“I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso. La situazione è irta di difficoltà, e noi dobbiamo essere all’altezza della situazione. Poiché il nostro caso è nuovo, dobbiamo pensare in modo nuovo e agire in modo nuovo. Dobbiamo emanciparci.”

Per dirla con Barack Obama:“Il cambiamento non arriverà, se si aspetta qualche altra persona o in un altro momento. Noi siamo quelli che abbiamo atteso. Noi siamo il cambiamento che noi cerchiamo”.

Oct
03

Un federalismo diverso da quello leghista può esistere

Può esistere un federalismo alternativo alla cafonaggine leghista?

Certamente e abbiamo il dovere di farlo sapere agli Italiani.

Il progetto di Stati Uniti d’Italia, potrebbero essere una semplice rivoluzionaria alternativa al caos istituzionale predicato da questi buffi signori di verde abbigliati.

Di fronte alla pochezza dei federalisti di noiantri, un progetto serio e maturo potrebbe portare effetti incredibili.

Tra la Barbarie e il modello degli Stati Uniti gli italiani stanno scegliendo la prima.

Sigh. Un disastro di questo tipo rischia di compromettere il futuro dell’Italia.

Oct
03

Manifesto: Le ragioni del cambiamento

Lo sfascio istituzionale e politico italiano e’ sotto gli occhi di tutti noi cittadini. Scontri accesi tra i poteri dello stato, spesso dovuti a futili motivi e soprattutto all’arroganza di qualche leader di ritenersi al di sopra della legge, sono un pessimo spettacolo. Il parlamento ridotto da camera dei rappresentanti eletti dal popolo ad una squallida accozzaglia di signorsi designati dalle segreterie dei partiti. La politica, non e’ piu’ un servizio limitato nel tempo al servizio della collettivita’ e del bene pubblico, ma diventa, solamente, una professione per tutta la vita, da cui ottenere privilegi e potere personale. Stipendi troppo alti, sperperi di pubblico denaro (che e’ nostro) e privilegi inammissibili aumentano la nostra crescente sfiducia negli uomini eletti a rappresentarci. D’altra parte, i toni di una politica troppo gridata e rozza, che si occupa di temi lontani ed astratti, senza occuparsi in maniera efficace dei problemi reali delle persone e incapace di comprendere fino in fondo una societa’ che si evolve e cambia, sono il segno di una crisi piu’ profonda dell’intero paese.

1. Il disgusto per la politica

Noi cittadini, troppo spesso, percepiamo la politica con disgusto, come un ambiente squallido e mediocre, in cui il piu’ pulito ha la rogna, e spesso vota non per convinzione, ma sperando, scegliendo il meno peggio al di fuori di qualsiasi razionale analisi, quasi per simpatia e per tifo di tipo non diverso da quello calcistico. Il mondo politico ci appare sporco, caratterizzato da disonesta’, scandali, ingerenze, lottizzazione e affari personali, ma continuiamo ad andare a votare cercando di scegliere nei diversi momenti quello che ci sembra il meno peggio. Ma ogni volta ci accorgiamo che chiunque si voti non cambia nulla, anzi le cose vanno sempre peggio.
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Oct
03

Perchè “Io Posso”

Questo progetto appartiene a tutti noi, italiani. Generazioni di italiani hanno lottato per l’italia unita, per la liberta’ dalla tirannide, hanno saputo tenere alto in tutto il mondo il nome dell’Italia, in modo straordinario, ma mai hanno avuto una adeguata capacita’ di governo, fin dalla notte dei tempi.

Ogni cittadino italiano deve ritornare ad acquisire la consapevolezza di se’ stesso e delle proprie immense possibilita’ e capacita’, ma soprattutto la volonta’ di impegnarsi per risollevare l’Italia dalla crisi e dal degrado attuale.

Ogni cittadino deve riacquisire la consapevolezza di poter essere artefice del proprio futuro, rispondendo con una semplice certezza, che esprime al meglio lo spirito italiano:

«Io posso farlo!».

I grandi italiani di cui e’ costellata la storia mondiale, sono salpati sulle caravelle come Cristoforo Colombo, hanno sfidato le difficolta’ della traversata dell’Asia come Marco Polo, hanno circumnavigato i continenti come Magellano, hanno inventato la radio e il telefono, hanno volato sopra gli oceani, hanno saputo nel momento atroce della sconfitta di Caporetto ritrovare le energie e ribaltare le sorti della guerra sul Piave, hanno saputo vincere i mondiali di calcio quando nessuno ci indicava come favoriti. Questi siamo noi italiani, capaci di fare cose straordinarie e uniche. L’unico problema e’ che decenni di malgoverno e una cultura asservita al potere politico, ci hanno fatto dimenticare di che pasta siamo fatti. Oggi e’ ora che ognuno di noi acquisisca consapevolezza di se e gridi forte:

«Io posso farlo!».

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Oct
03

Herman Hesse: Ma ogni uomo è molto più di se stesso

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“Ma ogni uomo è molto più di se stesso, rappresenta anche l’unico, speciale e sempre significativo il punto in cui i fenomeni del mondo si incrociano, una sola volta in questo modo e mai più.

Questo è il motivo per cui storia di ogni uomo è importante, eterna, sacra, è per questo che ogni uomo, finché vive e compie la volontà della natura, è meraviglioso, e degno di ogni considerazione. In ogni individuo lo spirito si è fatta carne, in ogni uomo la creazione soffre, all’interno di ognuno un redentore è inchiodato alla croce…
Io non mi considero meno ignorante di molte persone. Sono stato e sono tuttora un cercatore, ma ho smesso di interrogare le stelle e i libri; ho cominciato ad ascoltare gli insegnamenti che mi sussurra il mio sangue.

La mia storia non è piacevole, ma non è né dolce né armoniosa, come le storie inventate, ma ha il gusto del nonsense e del caos, della follia e sogni – come la vita di tutti gli uomini che smettono di ingannare se stessi. Vita di ogni uomo rappresenta una strada verso se stesso, e il tentativo di una strada siffatta, e’ l’indizio di un percorso. Nessun uomo è mai stato del tutto e completamente se stesso. Eppure ognuno si sforza di diventare tale – una volta in modo goffo, un’altra in un modo più intelligente, ognuno come meglio può.”

(Hermann Hesse)