(ASCA) – Roma, 1 apr – ”Non e’ vero che gli italiani sono ‘senza padri’. I fondamenti laici risorgimentali non sono un’istantanea datata 1861 ne’ un ricordo da seppellire in soffitta, ma un riferimento che scorre oggi in molti pensieri e prassi e si fa programma e azione. Non ci manca la gamba per cogliere le sfide di una storia aperta a nuovi vissuti da costruire: rilanciamo con forza il bisogno di una nuova cultura della dignita’ e della scuola, dell’educazione e del lavoro, della liberta‘ e della responsabilita’ sociale che in questo momento storico serve al Paese”.
Cosi’ Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, nell’allocuzione pubblica alla Gran Loggia del GOI, che si e’ aperta oggi a Rimini. ”Chiedersi come celebrare i 150 anni dell’Unita’ d’Italia – spiega Raffi – significa anzitutto cominciare a sentirci piu’ italiani e piu’ europei. Il nostro compito e’ quello di sempre: costruire sulle rovine e far luce ai crocicchi delle scelte. Svegliare i maestri, perche’ all’Italia servono esempi e testimoni di umanita’ concreta. I massoni sono ribelli di liberta‘: cercano risposte alle grandi questioni, anzitutto insegnando il metodo della tolleranza, della laicita’ positiva, della costruzione paziente e della decisione necessaria. Non siamo gli anarchi del nulla, ma gli operai della speranza”.



